• 1943-1994

    angelo tenchio

Biografia

Angelo Tenchio nasce a Gera Lario nell’alto lago di Como il 1 dicembre del 1943.

Dopo aver frequentato la scuola di avviamento professionale di Dongo (Como) si iscrive al liceo artistico di Brera per poi passare negli anni successivi all’Accademia milanese dove segue il corso di scultura di Marino Marini, quelli di tecniche del marmo di Romano Rui e quindi quelli di pittura e di incisione di Domenico Purificato e Giovanni Repossi.

Nel 1966 partecipa ai concorsi di pittura di San Pellegrino Terme e di Chiavenna, vincendo in entrambi il primo premio. Nel 1968 si diploma a Brera.
Già dal 1963 comincia ad insegnare e due anni dopo comicia ad esporre.

La vita nello studio

Dopo il diploma si trasferisce a Como dove ha contatti con gli astrattisti di fama consolidata (Mario Radice, Carla Badiali, Aldo Galli) e con i più giovani pittori emergenti (Giuliano Collina, Giorgio Bellandi, Paolo Minoli, Nicola Salvatore) e affermati scultori (Francesco Somaini e Eli Riva).

Lo studio di via Borgovico diventa un luogo di incontro e di discussione per molti studenti, amici e colleghi dell’area lombarda e del Ticino (tra cui Max Huber, Aoi Huber Kono, Italo Valenti e Mario Negri).

Nel proprio studio allestisce un laboratorio di incisione e stampa calcografica che negli anni seguenti si affermerà per l’accurata realizzazione di molte opere, anche di altri artisti.

La vita nello studio

Dopo il diploma si trasferisce a Como dove ha contatti con gli astrattisti di fama consolidata (Mario Radice, Carla Badiali, Aldo Galli) e con i più giovani pittori emergenti (Giuliano Collina, Giorgio Bellandi, Paolo Minoli, Nicola Salvatore) e affermati scultori (Francesco Somaini e Eli Riva).

Lo studio di via Borgovico diventa un luogo di incontro e di discussione per molti studenti, amici e colleghi dell’area lombarda e del Ticino (tra cui Max Huber, Aoi Huber Kono, Italo Valenti e Mario Negri).

Nel proprio studio allestisce un laboratorio di incisione e stampa calcografica che negli anni seguenti si affermerà per l’accurata realizzazione di molte opere, anche di altri artisti.

anni 70

Dopo gli anni della sperimentazione pittorica dove si amalgamano esperienze diverse mutuate oltre che dalla contemporaneità dall’interesse per le esperienze storiche delle avanguardie, dal 1974 Angelo Tenchio si dedica prevalentemente alla scultura in legno e all’incisione.

anni 80

Dal 1982 aggiunge all’uso del legno, che resta comunque la materia prevalente, nuove esperienze con le fusioni a cera persa. Nell’incisione opera il recupero di tecniche artistiche come, per esempio, la “ceramolle”, la “mezzatinta” o la “maniera pittorica”. Nel 1983 è segnalato da Luciano Caramel nel Catalogi Bolaffi della Grafica.

In questi anni, i suoi temi principali sono prevalentemente suggeriti dalle memorie rurali, sia nella loro componente civile, sia in quella naturale paesaggistica.

All’incirca dalla metà degli anni ottanta elabora con linguaggio autonomo, debitore della cultura surrealista, la serie di “figure” sul tema kouroi-korai, temi di una “nuova era”.

anni 80

Dal 1982 aggiunge all’uso del legno, che resta comunque la materia prevalente, nuove esperienze con le fusioni a cera persa. Nell’incisione opera il recupero di tecniche artistiche come, per esempio, la “ceramolle”, la “mezzatinta” o la “maniera pittorica”. Nel 1983 è segnalato da Luciano Caramel nel Catalogi Bolaffi della Grafica.

In questi anni, i suoi temi principali sono prevalentemente suggeriti dalle memorie rurali, sia nella loro componente civile, sia in quella naturale paesaggistica.

All’incirca dalla metà degli anni ottanta elabora con linguaggio autonomo, debitore della cultura surrealista, la serie di “figure” sul tema kouroi-korai, temi di una “nuova era”.

anni 90

Su un recuperato interesse naturalistico si fondano le opere realizzate nel 1990. La serie di sculture “Venere in giardino” sono di questo periodo.
Nel 1989 abbandona l’insegnamento al liceo scientifico Paolo Giovio di Como per dedicarsi interamente all’insegnamento dell’incisione all’Accademia di Belle Arti A. Galli di Como.
Le ultime opere dei primi anni 90, sculture e disegni, rivelano anche dai titoli, come “totem” e “poulie”, con sottili o più evidenti citazioni, il suo accresciuto interesse per le culture primitive africane.

Muore a Lecco il 21 aprile 1994.